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Vicariato della Bassa: eventi 23/24

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GEN ROSSO in concerto

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Festa di don Bosco 2023

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Festa di don Bosco 2022

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Servizio di pastorale giovanile: Anno Pastorale 2022-2023

Festa di don Bosco: incontro dibattito. "Per sora nostra madre Terra"

Spettacolo sulla Laudato Sii - Palaround - Centro missionario diocesano e Vicariato della Bassa

Quando si ama: incontro sull'affettività

Cammino dei giovani della Bassa

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Messa animata dai giovani - sabato 11 dicembre 2021

Avvento 2021: martedì del vescovo

Festa di don Bosco

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Ritiro di Avvento 2020 - Voce che grida nel deserto

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Cari ragazzi, quest’anno per prepararci al Natale vi proponiamo un’esperienza di ritiro “a distanza”.   Si tratta di un cammino che parte da un brano del vangelo e dal commento del vescovo e prosegue con 3 momenti che aiutano a trovare nell'arco della giornata lo spazio per la preghiera personale e il silenzio e che aiutano a fare un esame di coscienza in vista del sacramento della riconciliazione.   Gli animatori indicheranno a ciascun gruppo il giorno in cui fare questa esperienza e in cui accostarsi alla confessione.   Buon ritiro e buon Avvento!   Don Tesvin, don Filippo e i vostri animatori. Per fare il ritiro fai click su questi 4 link:   👉   Vangelo e commento del vescovo   👉   Movimento verticale – discesa della parola   👉   Movimento orizzontale - annuncio della parola   👉   Gli effetti della conversione
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Dal vangelo secondo Giovanni (14,1-6) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».  In queste tre righe del Vangelo giovanneo ricorre per ben tre volte il verbo accogliere: un verbo che ti apre a forti significazioni di vita. Si, "accogliere" è un verbo che fa luce e dà colore. Soprattutto se arrivi a intendere in profondità questa parola di Gesù: "Chi accoglie colui che io manderò" a cui si aggancia tutto il resto. I...

Pane quotidiano - giovedì 7 maggio

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Dal vangelo secondo Giovanni (13,20) "In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato."  In queste tre righe del Vangelo giovanneo ricorre per ben tre volte il verbo accogliere: un verbo che ti apre a forti significazioni di vita. Si, "accogliere" è un verbo che fa luce e dà colore. Soprattutto se arrivi a intendere in profondità questa parola di Gesù: "Chi accoglie colui che io manderò" a cui si aggancia tutto il resto. "Chi è che Tu mandi, Signore?"  Ma credo proprio che Tu voglia aprirmi il cuore a più luminosi spazi dell'esistenza. Ogni uomo che io incontro nelle mie giornate è mandato da Te, Signore. Perché è quel prossimo che Tu vuoi io m'impegni ad amare, è quella persona in cui la Fede mi fa ravvisare Te, Signore Gesù.

Sentieri di risurrezione

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Sentieri di resurrezione su YouTube proposti dalla Pastorale Giovanile e dall'Ufficio Biblico http://www.chiesamodenanonantola.it/lalba-del-primo-giorno/ Dopo gli straordinari martedì del vescovo di Quaresima che hanno acceso vere e proprie luci in questa quarantena, il  Servizio di Pastorale Giovanile diocesano  prosegue con gioia il cammino in questo tempo di Pasqua – in collaborazione con l’ Ufficio Biblico  – e lancia un nuovo appuntamento sul web, dal titolo  L’alba del primo giorno . A partire  dal 22 aprile  e fino al 13 maggio –  ogni mercoledì alle ore 12.00  sul canale  YouTube  SPGModena – verrà pubblicato un video inedito per  ripercorrere i sentieri di re surrezione dipinti dai Vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni, per essere illuminati dalla luce senza tramonto di Gesù Risorto che ci invita e ci chiama a incontrarlo e riconoscerlo. L’ALBA DEL PRIMO GIORNO. Sentieri di Resurrezione  – ecco il calenda...

Il vescovo scrive ai giovani

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Il vescovo scrive ai giovani nel tempo del coronavirus Luci nella sofferenza Venerdì Santo è uscita la pubblicazione   «Luci nella sofferenza – Il Vescovo ai giovani nel tempo del coronavirus» , edito da Ed Insieme e curato dal Servizio di Pastorale Giovanile della nostra Arcidiocesi: il libro racchiude le catechesi dei martedì di Quaresima trascorsi dai giovani in diretta streaming con il Vescovo Erio, oltre che con tanti altri ospiti. Il libro è stato lanciato proprio da Castellucci in un video di presentazione sul canale  Youtube SPGModena . Chi desiderasse informazioni sul prezzo o sulla modalità di acquisto e consegne può scrivere una e–mail a  spg@modena.chiesacattolica.it .

Pane quotidiano - mercoledì 6 maggio

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Dal vangelo secondo Giovanni (12,46-47) “Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.”  È luce, il Signore. Le sue parole illuminano le nostre scelte, rischiarano le nostre tenebre. La fede è la luce che illumina la nostra stanza interiore. Accogliere le parole del Signore, fidarsi di lui, significa fare una bruciante esperienza di novità che cambia il nostro modo di vedere le cose. La stessa Parola, però, discrimina e giudica. Chi si ostina a non lasciare entrare la luce si condanna a vivere nell'oscurità. La tenebra, quindi, non è "punizione" divina ma conseguenza della nostra libera scelta. Lasciamo che la Parola, oggi e sempre, illumini e riscaldi la nostra vita, motivi e orienti le nostre scelte quotidiane.

Pane quotidiano - martedì 5 maggio

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Dal vangelo secondo Giovanni (10,29-30) “Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola”.  Questa unità tra Gesù ed il Padre non è automatica, bensì è frutto dell’obbedienza: “Io faccio sempre ciò che il Padre mi mostra”. La lettera agli ebrei dice che Gesù imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì (Eb 5,8). L’obbedienza di Gesù non è disciplinare, bensì profetica. Obbedisce per essere trasparenza totale e, così, essere rivelazione del Padre. Per questo, poteva dire: “Io e il Padre siamo una cosa sola!” Fu un lungo processo di obbedienza e di incarnazione che durò 33 anni. Iniziò con il sì di Maria e terminò con “Tutto è compiuto!” di Gesù.

Pane quotidiano - lunedì 4 maggio

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Dal vangelo secondo Giovanni (10,11-18) Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. Al contrario del mercenario, che non ha nessuna relazione con le pecore, Gesù, il buon pastore, conosce ossia ama i suoi. La relazione tra Gesù e i credenti è di conoscenza, intesa nel senso biblico, di legame d'amore profondo. Una conoscenza penetrativa che è generata dalla prossimità, dall’assidua custodia del gregge. Questo forte legame di conoscenza tra Gesù e noi trova fondamento nella relazione che vi è tra Gesù stesso e il Padre. Tale legame si esprime nel suo dare la vita per noi.